LA BALLATA DEL VECCHIO MARINAIO

Lo spettacolo è un monologo accompagnato dalla musica ed una ballerina che ne evidenziano i momenti cruciali del dramma interiore di Samuel. La musica eseguita in diretta, scritta da Diego Guardati per strumenti classici quali: pianoforte, clarinetto, violino e contrabbasso, danno alla ballata il gusto dell’ascolto e ne sottolineano i momenti di forte tensione. Lo schema di rappresentazione è classico: parola, musica e movimento. La scena è ridotta all’essenziale, una sedia a dondolo, un leggio, che non danno nessuna collocazione fisica del dramma. I costumi curati da Antonina Scaduto non danno possibilità di accostare la ballata ad un’epoca o ad un periodo della storia, tutto risulterebbe improprio e limitativo, vivere di un sogno o per un sogno, un uomo è nudo quando apre il suo cuore e parla del suo se stesso, o sente il bisogno di esserlo, nudo, per poter raccontare la sua storia. Le luci, sempre con sommessa forza, danno un quadro di sogno e di spettralità, vi sono momenti dove la recitazione diventa lettura e dove la lettura diventa racconto, “ c’era una volta un …..” posizionato in un tempo indefinito ed in un luogo che forse non c’è… un emigrante che parte alla ricerca di un mondo migliore un marinaio che parte alla ricerca di altre terre senza conoscere la terra e il porto dove attraccare. L’allestimento è essenziale non necessita di grandi apparecchiature ne di grandi potenze, lo spettacolo è affidato al cordone ombelicale che l’attore costruirà con il pubblico, accompagnandolo in un viaggio fantastico, irreale, ma non senza tensione. Lo sforzo straordinario per ricondurre la nave in porto e poter raccontare la storia, è pari allo sforzo dell’uomo nell’esercizio del suo cammino da vivo, per condurre nei quattro legni la carcassa di carne ed ossa che visse. Joseph Addison disse: i poeti che mancano della forza del talento che può dare alla natura quella sublime semplicità che noi ammiriamo tanto nelle opere degli antichi, sono costretti a dare la caccia a ornamenti esotici e non lasciarsi sfuggire nessuna arguzia di qualsiasi tipo essa sia. Coleridge sublima tutto ciò, e ci dona la lirica poetica della “Ballata Del Vecchio Marinaio “. Perchè Coleridge? Perché, la Ballata Del Vecchio Marinaio? Causa ed effetto Consapevolezza della pochezza umana, in relazione agli spiriti che sommessamente perseguiamo nell’immutabile viaggio: nascere, vivere e morire.

 

 

 

 

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